Per l’articolo, si ringrazia Patrizia Cervone – GolfoTV.it

Organizzato e fortemente voluto dal dott. Salvatore Cardillo, assieme al Comitato Dragut, il convegno sulle Memorie romane del promontorio – Mamurra e Scauro tra tradizioni ed etimologia , è stato definito dal Presidente del Comitato, dott. Pino De Renzi, come “una una vera e propria pietra miliare sul cammino della (ri) scoperta della nostra storia locale, e non solo”.

Uno scorcio dell’Antiquarium di Minturnae nella mattinata del 23 settembre

Uno scorcio dell’Antiquarium di Minturnae nella mattinata del 23 settembre

La giornata di studi dunque sarà vista, a partire da oggi, come un vero e proprio spartiacque nel tradizionale modo di studiare e tramandare la storia del nostro Paese.

Sarà imprescindibile per chiunque vorrà proseguire e approfondire scientificamente il tema delle nostre origini e della evoluzione del Toponimo Scauri.

Dopo un primo momento, curato dall’associazione Lestrigonia, che ha accompagnato gli intervenuti (tra cui anche alcune classi del vicino Liceo Alberti) a visitare gli scavi dell’Area archeologica di Minturnae, la giornata si è svolta nella suggestiva cornice dell’Antiquarium , tra reperti antichi, gelosamente custoditi a testimonianza di un passato che ha lasciato tracce che così profondamente si impongono alla nostra attenzione e danno il senso alle nostre radici ed all’appartenenza al nostro territorio.

 Il dott. Salvatore Cardillo

Il dott. Salvatore Cardillo

 

Più che fare un resoconto delle otto relazioni che si sono avvicendate (si ricorda che presto saranno pubblicati gli atti della giornata), tutte di rigoroso spessore dal carattere archeologico, storico, cartografico, linguistico-etimologico, vale la pena soffermarci sulle conclusioni che se ne sono desunte.

I recenti studi smentiscono oramai le tradizionali attribuzioni così care alla nostra tradizione e le superano oramai definitivamente .

Rovine del promontorio di Gianola

Rovine del promontorio di Gianola

E’ noto infatti che la Villa cosiddetta di Mamurra di Gianola con ogni probabilità non gli appartenne, che il cosiddetto Porticciolo romano è in realtà di recentissima costruzione, che la villa di Gneo Fonteo di Gaeta appartenesse a qualche altro personaggio del quale le prove documentali non ci hanno consegnato il nome.

Perché allora non “denominare d’ora in poi i resti romani di Monte d’Oro di Scauri come Villa ‘cosiddetta’ di Marco Emilio Scauro, in assenza di prove certe a favore o a sfavore”? La vera sfida sarebbe, come ben ha suggerito la dottoressa Giovanna Rita Bellini, direttrice dell’area archeologica di Minturnae ( attraverso le parole pronunciate dal dott. Carlo Mollo), di prestare la dovuta attenzione alla salvaguardia del patrimonio storico che circonda il nostro Golfo, la sua valorizzazione come risorsa di sviluppo del territorio dalle straordinarie potenzialità di accoglienza .

La leggenda accarezza la fantasia e crea miti cari alla tradizione. La vera sfida sarebbe tributare il giusto valore alla ricerca storica, distinguendola definitivamente dalla tradizionale leggenda, per renderla mezzo di conoscenza.